diary, digressioni

Disforia = Euforia al contario (aka C’ho il Terzo Chakra Impazzito)

Caro Manipura (come direbbe l’India, la mia amata) meglio noto come Plesso Solare o Terzo Chakra, sede del potere personale, della fiducia in se stessi e dell’autostima, il tuo tempismo sul mio essere è maniacale e mirato, ho deciso di farti un appello, RIEQUILIBRATI!
Lo so, che sono stati mesi intensi, lo so, che più che mai, nelle ultime due settimane, ho messo a repentaglio la tua serenità e il tuo equilibrio (che vorrei farti notare sono condivisi dalla sottoscritta), lo so, che sei sede delle mie emozioni e lo so che funzioni quando ho bisogno di trovare il coraggio di affrontare situazioni di timore e ansia o quando ho l’esigenza di controllare le mie emozioni e la mia forza di volontà…
Ma (amche se non si iniziano le frasi con un avversativo) tutto questo training autogeno improvvisato mi ha stufato, vorrei tornare ad avere il respiro normale e vorrei sentire il battito del mio cuore in alto a sinistra e non sul mio diaframma, vorrei aver voglia e testa di impegnarmi nello studio, e non perdere tempo a inspirare ed espirare come una forsennata, ripentendo mantra imbarazzanti.
Non è successo niente di tragico, ho
solo SCELTO.
Sì, forse ho distrutto qualche certezza, forse ho una cotta impossibile, forse non ho mai un’alta considerazione di me stessa o forse ne ho troppa, ma…

Tutta questa instabilità è ingiustificata, quindi abbassa la cresta, piscia più corto e scendi dal piedistallo.

Questa disforia mi sta sfiancando.

Standard
digressioni

Vorrei fare una tesi sul fenomeno One Direction, uno studio di comunità “Directioners” potrebbe funzionare, sociologicamente parlando.

Il fenomeno “One Direction” nasce per un esperimento di laboratorio ideato dalla Simon Cowell Ent. nel 2010 circa, al tempo i 5 soggetti erano affetti da, quello che mi sento di definire, un atteggiamento di imprenditorialismo precoce, anche noto come, presunzione latente dell’adolescente medio. Simon, preso più da un eccessivo entusiasmo che da una vera strategia di marketing, decise di connubiare (consideratelo un neologismo) i DNA dei soggetti in un mix esplosivo di occhi arcobaleno e bei visetti, inconsapevole di quale sarebbe stato il risultato.
Gli “One Direction” nel giro di tre anni hanno raggiunto un budget di circa 50 milioni di dollari, classificandosi come <Top New Artist> nella rivista BillBoard, dal 2011 ad oggi sono all’attivo con 3 Album, per un totale di circa 40 singoli.
Intorno al fenomeno sono nate una serie di altre piccole grandi realtà, la più nota, a cui una parte della ricerca è stata adibita, è rappresentata da quelle che chiameremo “Directioners”, questa realtà risponde ai requisiti minimi per entrare di diritto nella categoria comunità, che secondo il suo significato sociologico e antropologico presuppone un’identità comune, una storia comune, ideali condivisi e tradizioni e costumi simili.
Dall’osservazione partecipante, curata personalmente dalla sottoscritta, nell’arco di una giornata condivisa con i “nativi”, la comunità è composta principalmente da genere femminile di cacciatori-raccoglitori, che si prodiga nella cacciagione dei posti migliori nelle cerimonie rituali ufficiali; l’età media non supera i 18 anni.
Le “Directioners” si distinguono per la loro isteria nevrotica (rafforzativo!) connessa a frequenti crisi di pianto in presenza dei soggetti dell’ esperimento.
Nel corso del soggiorno nativo, ho appurato che la comunità condivide, quello che Freud (del quale ho in comune poco) ha individuato come Complesso di Edipo, che nella sua versione femminile, è noto come Complesso di Elettra.

L’odio reciproco e il risentimento nei confronti della ipotetica Madre (Natura, Shakti, Elettra, chiamatela come volete) è quello che, paradossalmente, unisce così potentemente questa comunità nell’amore totemico verso l’unica direzione (notare la parafrasi).
Grazie alla mia breve ricerca sono giunta a conclusioni inaspettate, che da
sempre, permettono di suscitare nel lettore e nella medesima, reazioni e cambi di opinione inaspettati e repentini. Il codice “Directioners” ha attirato la mia attenzione, ho cercato approfonditamente ma in breve tempo di entrare a far parte della comunità, con risultati sorprendenti. Mi sono ritrovata a googlare in fretta e furia per raccogliere quanti più dati oggettivi sul fenomeno e nella fretta (o meno) sono capitata nella playlist ufficiale di Vevo che proponeva o propinava, per l’esattezza 48 video clip, targati “One Direction”, per completare al meglio la mia tesi ho, necessariamente, ascoltato quello che i soggetti avevano da dirmi e in conclusione, approvo questa comunità, approvo l’entusiasmo inconsapevole di Simon quando ha iniziato l’esperimento e approvo i cinque soggetti, che ad essere sinceri hanno proprio un bel faccino, ma non solo, sono capaci e orecchiabili, ma cosa più importante trasmettono gioia, speranza e voglia di vivere, che è la cosa di cui il mondo ha bisogno.

20131214-012851.jpg

One Direction (aka Verso l’infinito e oltre) Midnight Memories di una improvvisata sociologa fanatica.

Digressioni
Senza categoria

Letters to India (aka quando l’amore ti riempe il cuore)

Surya,
sognarti è straziante.
Mi rende la persona più felice del mondo mentre ti sogno e la persona più inquieta quando mi sveglio… finché un nuovo sogno non si preoccuperà di colmare il vuoto che hai lasciato.
I passi che ci separano non sono niente a confronto dei battiti del mio cuore quando penso a te.
La consapevolezza di quanto siamo lontani diventa più pressante ogni nuovo giorno e il paura di non rivederti preme sul mio stomaco come un macigno.
I tuoi occhi dentro i miei e la certezza di esserci, di aver capito, di bastare, è una di quelle cose che rimarranno per sempre impresse nei miei ricordi.
Il mio cuore è colmo del nostro amore impossibile, e forse è per questo che sono ancora qui in cerca di qualcosa e di qualcuno che valga tanto quanto il tuo essere immenso.

Speranzosa, Khushi. 

Immagine

Standard
Senza categoria

Concorso “The Best Daily Costumer” (aka acidità latente della domenica fancazzista)

Cliente acido #1 delle 20:51 e Cliente acido #2 delle 20:55 oggi avete vinto voi il premio per “The Best Daily Costumer” anche se il Cliente acido #3 delle 17:10 se l’è giocata fino all’ultimo (ma come avrete notato, sempre che la vostra testolina sia in grado di appurarlo, vi ho nominato tutti e tre e dovreste esserne grati)!
Cliente acido #1 e lo sguardo di sufficienza che mi ha lanciato quando le ho sporto una coppetta invece di un cono e Cliente acido #2 e la presunzione di chiedere “ma dove sarebbero i fichi?”, questo è per voi!
Mi dispiace dovervi dimostrare ancora una volta che la buona volontà e l’educazione vincono sulla vostra riluttanza. Il vostro comportamento è stato ripagato dai vostri cambiamenti di sguardi quando avere gustato un cucchiaino del nostro gelato e dal vostro danaro che ha contribuito ha fare un ottimo incasso. Di nuovo, vi ringrazio perché le nostre vicissitudini con voi ci rendono la squadra vincente che siamo, in ogni occasione.
Hip hip hurrà per l’acidità ritrovata…. HIP HIP HURRAAAAA’

Standard
Senza categoria

L’assioma dell’amore (aka la somma di me + te = 3)

Se la smettessi di innamorarmi di ogni sorta di essere maschile con annessa qualsiasi cosa che sia avvicinabile (anche lontanamente) ad una chitarra, un pianoforte, una batteria, un microfono (e doti canore comprese), un’inclinazione alla buona musica, una macchina fotografica o videocamera, un canale youtube o una partecipazione televisiva o un programma radiofonico, un interesse particolare per le serie televisive e il cinema, una passione per classici della letteratura tedesca, inglese, francese e russa e un’ espressione da cucciolo indifeso sul volto, allora forse troverò un fidanzato. 

Standard
diary, digressioni

Aeroporto (aka Dove la diversità culturale non è più un limite)

Caro ragazzo espagnolo poliglotta, la tua tecnica di abbordaggio è stata apprezzata tanto quanto il contrario. Abbiamo approvato la tua fantasia con un bell’8 perchè l’idea del tuo amico (immaginario) che arrivava dalla Spagna e il tuo desiderio intrinseco di scrivergli qualche frase in italiano, è stata davvero una ottima idea, siamo sincere; peccato che ti sei fregato proprio sul più bello perchè, sempre seguendo la linea della sincerità, tu in italiano sai scrivere meglio di noi, vecchia volpe.

Quando hai detto “I want to put some italian on that”, il mio cuore ha sussultato per un attimo e l’istinto di dirti “PUT, WHAT e WHERE” è stato duro da trattenere.
Ad ogni modo grazie (è sempre bene ringraziare), perchè la mia amica ed io andremo a dormire un po’ più sorridenti questa sera e ci dispiace di non esserti state di aiuto, perchè, in fondo la nostra vita sociale e la nostra
movida sono davvero povere e non avremmo proprio saputo dirti cosa ha da offrirti la città in questa fredda notte di quasi inverno.

Standard
Senza categoria

Dramma napoletano 2.0

Suona insistentemente il telefono, svegliata di soprassalto rispondo, è mia nonna che dice: “Gaia, c’è papà? Zia è rimasta chiusa nell’ascensore!” – rispondo- “Nonna, papà è a lavorare, guarda che nell’ascensore ci sono i numeri dell’assistenza e poi chiamate qualche vicino”, stacco la chiamata e mi rimetto a letto.

*Driiiiin, driiiiin*
“Pronto?” “Gaia, c’è papà?” “No, nonna papà è a lavorare” – “Perché zia mi dice il numero di Federica ma io me lo dimentico e non riesco a trovarlo”, stacco la seconda chiamata e mi metto a cercare affannosamente il numero e nel mentre avverto mio padre dell’accaduto: “Papà, zia è rimasta chiusa nell’ascensore, telefona a Federica” – “Sì, va bene, ora telefono a zia e le dico cosa fare”.

*Driiiiin, driiiin*
“Gaia, papà non è arrivato vero?” “No, nonna non è arrivato, adesso vengo io lì” – “Ah si? e cosa puoi fare tu?” – “Non lo so, ma di sicuro qualcosa di più produttivo che chiamare la stessa persona 3 volte, cara nonna”

E fu così che i vigili del fuoco ci salvarono!

Standard