Amare o amore, c’è differenza? (aka cadenza di inganno e fiato sospeso)

Sabato, ero felice per te, mi sono emozionata quando ti ho vista ma rimango con i piedi per terra, perché ne hai bisogno. A volte mi faccio prendere dall’entusiasmo quanto te, ma devo rimanere salda, non voglio deluderti. 
Eri luminosa, brillante e sorridente, sono poche le volte in cui ti ho vista così e mi piace. 
E tu, sei sfuggente, sei l’inquietudine che ti lascia un crescendo, un fiato sospeso, una cadenza di inganno, mi vengono in mente Gershwin o Ennio Morricone, interminabili, profondi, certi nell’incertezza, ho cercato le tue parole, ho cercato i tuoi occhi dentro i suoi, e con tutto il cuore ho sperato che parlassero la stessa lingua, che vi guardaste e capiste. 
Sento il battito del vostro cuore, del suo cuore e anche il mio sobbalza, condividere è amare o amore, c’è differenza? 
“Si puó fare”. Sento, non esterno, ma sento che è grande, è un flusso, quel
flusso di cui mi parli tanto, quella stretta alla stomaco, quei sospiri. 
“Questa volta”. Ti vedo strana, determinata e forte, e se fosse la famigerata volta? Un po’ di meriti me li prendo, sono orgogliosa. 
“Sei pronta”, sei energia vitale, sei una carica che trascina e non posso averlo notato solo io. 
“Viva” e se qualcosa ti rende così, devi lottare.

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