ONLINE: Il nuovo portale di Ateneo (aka vi odio con tutto quello che ci si può mettere per odiare qualcuno)

In data 3 dicembre 2014 l’Università degli studi di Torino è stata così gentile da informare i suoi iscritti dell’uscita del nuovo portale online di Ateneo, la mia reazione immediata è stata simile alla rappresentazione pittoresca di Munch (L’urlo, nda), che ormai è propinata in tutte le salse, eppure rappresenta il concetto così bene.
Cacchio, proprio ora che avevo cominciato a capirci qualcosa, decidono di cambiarlo, ma che masochismo intrinseco hanno questi folli? Per quale male superiore agiscono?
Ero in procinto, dopo già una settimana di ritardo, di mandare questa dannata email alla Carissima Prof.ssa e il mio dannatissimo progetto formativo di tirocinio, e ignara di quello che avrei trovato, ho cliccato, dai miei preferiti, sulla home page di Unito e sbaaaaam: mi sono trovata davanti un’interfaccia nuova, a detta loro più funzionale, ma ci ho messo solo 10 minuti per trovare l’accesso alla mia mail studenti e ho dovuto solo cliccare in tre posti diversi per accedere alla pagina, scoprendo non solo che era cambiato il mio indirizzo mail automaticamente, ma che l’interfaccia era pure uguale a quella di prima. Chi credete di prendere per il culo?
Io vi odio, con tutto quello che si può mettere per odiare qualcuno o qualcosa. Vi odio tanto quanto odio la puzza di mandarini (sì, a me fanno schifo), vi odio tanto quanto la trippa, vi odio tanto quanto quando nevica e devi andare a lavorare e le strade sono impiastricciate, vi odio tanto quanto i mezzi di trasporto che non sai mai quando arrivi, vi odio tanto quanto le cimici verdi, ma di più quelle marroni che si infilano tra le lenzuola, vi odio tanto quanto il parrucchiere che gli chiedi di farti un taglio e ne esci con un altro, vi odio tanto quanto il ragazzo che mi piace che mi ha tirato pacco 3 volte (potevi dirmi subito “non mi piaci”?), vi odio tanto quanto non avere il 3G sullo smartphone e non potere usare Whatsapp, vi odio tanto quanto i sensi di colpa che mi fa venire mia madre quando le dico che non ho voglia di andare a lezione, vi odio tanto quanto le canzoni di Gigi D’Alessio e vi odio tanto quanti soldi vi smollo ogni anno.

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