Gli ostacoli del cuore (aka Gli esami universitari)

Va sempre a finire così: il giorno prima dell’esame ho ancora meno voglia di studiare del solito, però mi ci metto lo stesso con i buoni propositi del caso, alla fine poi ci sto anche 7 ore sui libri (almeno oggi), cerco di ripassare il più possibile, ripeto intensamente al mattino, poi vedo che ci metto due ore e mezza per fare 50 pagine e quindi passo ad una lettura veloce, ma concentrata; poi arrivano le 18 e dico: “Basta!” il resto lo faccio domani sul treno e quindi mi metto a suonare la chitarra per mezz’ora o mi metto al computer, poi mi prende il panico e mi rimetto sui libri, l’ora più proficua della giornata, ci ho messo 6 ore per fare 6 capitoli, ci metti un’ora per fare 200 pagine… ti rincuori perché quella parte, grazie a FullSizeRenderDio, la sai proprio bene, poi arriva tuo fratello e ti dice “Chi è un po’ impanicato?” e ti prende il libro dalle mani e fa il finto professore e ti chiede delle cose a caso e ti rendi conto di non sapere veramente un cazzo e vai nel panico per davvero, ma lui ti dice che è normale non ricordarsi niente il giorno prima, sopratutto la sera (boh, sarà!) Poi arriva la cena, ti fermi un attimo, ti metti al computer per scrivere questo post e per richiamare all’attenzione tutti gli utenti e tutti i Santi, affinché domani alle ore 9:00 in comunitaria facciano un’intensa preghiera per te e fai finta di non aver detto che avresti ripassato ancora quel paragrafo che non sapevi ed è ora di dormire dopo aver visto 2 puntate di The Vampire Diaries e il pomeridiano di Amici per la seconda volta e ci metti un’ora per addormentarti e fai dei sogni tormentati, tipo di bufere di neve in Marocco e poi sul treno domani mattina come una forsennata tieni in mano il quaderno degli appunti, il manuale e la monografia e li svogli apparentemente a caso, e arrivi in aula, rispondi all’appello e passi subito perché tutti quelli che c’erano prima di te hanno preferito l’assenteismo al tête-à-tête e ti siedi vicino al professore e tutto va liscio come l’olio, perché se hai passato due esami con Giovanni, perché non dovresti passare dignitosamente quello con Luca?

Ora pro nobis.

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