2015 (aka Il mio anno in 2015 parole)

non sostare

“Gaiaaaa!!! Dimmi che sei sveglia :)”.

Potremmo partire dal 1 gennaio 2015, quando all’1:34 am mi hai scritto questo messaggio. Nonostante fossi e sono, tuttora, l’anticapodanno per eccellenza, ero ancora sveglia e ancora in giro e, fidatevi, per me che una sera di un Capodanno, una volta, mi sono fatta venire a prendere dai miei genitori a mezzanotte e 5 min a casa di una mia amica, perché mi stavo rompendo le scatole, non è scontato, per niente!
Dicevo, potremmo partire da quel messaggio per parlare di questo 2015 che, sorprendentemente, si è fatto posto sulla vetta della classifica de “I migliori anni della nostra vita” ed è entrato di diritto nella serie de “Gli anni che valgono la pena di essere ricordati” che, tra le cose, è stata appena creata dalla sottoscritta, per sottolineare l’importanza che attribuisco a questo anno tra i piú significativi e meritevoli di essere menzionati con un post ad hoc. Era dal 2009, che non ritenevo necessario guardare “Il tuo anno in breve su Facebook”, che poi ha scelto le foto più inutili della storia di questo anno. Ma chissene se quello che ho scritto non ha senso.
Tenteró di evitare sentimentalismi inutili, parola di lupetto!

Per scrivere questo post, ho deciso di coniugare esperienza personale e esperienza scolastica, perché credo nel potenziale inespresso delle “metacompetenze” (una cosa simile l’ho scritta anche nella premessa della tesi). Quindi, mi servirò dell’apporto di dati empirici, raccolti dalla sottoscritta con il metodo dell’osservazione partecipante, per il fatto che, in effetti, gli eventi descritti li ho vissuti proprio io stessa medesima.

importante

3 erano “I buoni propositi” per questo anno:
1.      Laurearmi
2.      Guadagnare dei soldi
3.      Andare allo Sziget Festival

Tutto sommato, modesti, come propositi. Nonostante ciò, dei 3 propositi, solo uno è stato concretizzato, quindi i presupposti per ricordarsi di questo anno ci sono tutti, siete d’accordo?
Innanzitutto, per fare delle postille prima del tempo, ho intenzione di non scrivere nessun “Buon proposito per l’anno a venire”, ancora porti piú sfiga che buona volontà di realizzarlo.

Comunque, i dati verranno presentati quanto più in forma quantitativa, ma elencati in modo del tutto casuale, sulla base di un brainstorming simultaneo attuato durante la fase di stesura del testo, quindi adesso.

sociologia.jpg

Raccolta Dati

Quest’anno, ho fatto la valigia 5 volte, le mie 3 canzoni preferite sono state “Regret” dei Winery Dogs, “Ti ho voluto bene veramente” di Marco Mengoni e “Antoher Day” dei Dream Theatre (e altre 150 mila ca.), il mio film preferito è stato qualcosa a metà tra Interstellar di Nolan e L’amore bugiardo di Fincher, i miei libri preferiti sono stati quelli di Wu Ming, la mia serie tv preferita è stata The Vampire Diaries, perché, actually, è l’unica che sono riuscita a seguire, ho pubblicato circa 140 foto su facebook e circa 210 su Instagram. Ho preso tre 30, un 28, un misero 25 e ho passato Storia Contemporanea G, classificato tra gli esami piú odiati della carriera universitaria, con un dignitoso 26, il mio esame preferito è stato Sociologia dei processi migratori con professore annesso. A febbraio, ho cominciato a respirare aria nuova, la fine del 2014 e l’inizio dell’anno erano stati decisamente troppo soffocanti, per i 4 mesi successivi ho fatto il tirocinio universitario in una Associazione Cooperativa, una cosa un po’ strana, e ho condiviso l’esperienza con una persona meravigliosa, che faceva il tirocinio proprio come me. Per mia fortuna, a settembre, mi è stata data la possibilità di continuare ad andare in questo posto e, al momento, lì, si fanno cose… belle cose. Ad aprile, avevo trovato un relatore per la tesi, ma poi non gli ho mai piú scritto, perdendo la speranza di laurearmi entro l’anno. A maggio, si sono sposate due persone fantastiche, lei, quando l’ho conosciuta mi stava un po’ antipatica, ma poi ho imparato a conoscerla e la adoro, e lui, che ne parliamo a fare, buona vita ragazzi! Sempre a maggio, ho passato una serata divertentissima con delle persone praticamente sconosciute e quella sera la ricordo sempre con particolare piacere.
A giugno, sono successe cose: sono andata a piedi, per 25 km, di notte, fino alla Santa Sindone a Torino, alle 7 del mattino non riuscivo piú a muovere le gambe e sono dovuta restare a letto per i due giorni successivi, con 3 bolle per piede. Il terzo weekend dello stesso mese, è venuto il Papa nella mia città e io c’ero, faceva caldo, avevo dei leggins neri pesantissimi e credo di aver rischiato un’insolazione per la prima volta nella mia vita. 
A luglio, c’è stato “Sounds God”, ho cantato 11 canzoni maschili, per la prima volta, davanti ad un pubblico consistente, in mezzo alla piazza del mio paese per la notte bianca, ai tempi ero già “presabbene” di te, situazione, come al solito, reale solo nel mio mondo parallelo, ma che fossi uno stronzo patentato l’avrei scoperto solo a fine agosto. Ad agosto, appunto, oltre la scoperta qui di sopra e al mio 23esimo compleanno, quando abbiamo mangiato quella torta buonissima a Ponte D’Arbia (SI), sempre apparentemente in modo casuale, io e altri 12 ci siamo sparati Siena-Roma (300 km ca) in citybike, per le strade sterrate di colline toscane sabbiose e, a parte cicatrici su entrambe le ginocchia, in un giorno ho fatto 60km, in uno, su 10km che a fatica siamo riusciti a fare, con pendenza del 10%, ne ho fatti la metà a piedi con la bici appresso e, gli altri 70 di quel giorno, nel retro di un furgone insieme agli altri. Quando sono tornata a casa, diciamo che non c’erano proprio rose rosse fiorite ad attendermi, la situazione era abbastanza tragica, come da quasi due anni a questa parte quando si parla di te, ma nonostante ciò, le cose sono passate, senza scombussolare troppo la mia esistenza, perché sono riuscita a cambiare approccio rispetto al “problema” e ho attuato metodo -nonnevogliosapereuncazzo-.
A settembre, non avevo ancora visto il mare e pensavo di non vederlo più e poi è arrivato lui da me, il primo weekend. Dopo mesi di rimando sono riuscita a togliermi dalle scatole l’orale di swahili, il 15 del mese. All’esame del 17, ho incontrato una persona che -sapevochiera- da ormai 4 anni, senza averla mai conosciuta per davvero, abbiamo parlato due ore al bar, davanti a un caffè, come se fossimo amici da sempre e, da quel momento, ci sentiamo quasi ogni settimana e ci incrociamo spesso, senza nemmeno metterci d’accordo, toh il (non)caso!
All’inizio di ottobre, ho fatto una cazzata e mi sono tagliata i capelli, fortunatamente, stanno già crescendo. In quel periodo, avevo tre “lavori” e mi era stata fatta la proposta per un quarto. Adesso, ne ho solo piú uno che mi sostiene (più o meno) economicamente e uno che vorrei potesse bastare da solo. Nello stesso mese, ho trovato un altro relatore per la tesi, ma solo a dicembre ho iniziato a scriverla e spero di riuscire a finirla entro -nondiróquando-. E siamo già arrivati a novembre, niente di significativo, se non una settimana intensiva di scrittura creativa, entrata di diritto nella classifica de “Meglio non avere aspettative nella vita se la realtà le supera dibbrutto” e “Eventi che stravolgono un po’ l’esistenza”, abbiamo fatto uno spettacolo, siamo andati a ballare dopo e ci siamo scatenati da matti, un po’ in stile villaggio turistico invernale, ma non è successo solo questo, mi sono fatta anche prendere la fiancata della macchina da un pullman urbano. A dicembre, ho scritto la premessa, l’introduzione, il primo capitolo e spero di finire il secondo entro il 31 della mia tesi. Per una delle prime volte nella vita, sono andata ad un evento a caso trovato su facebook, in base ai “Mi interessa” di alcuni amici sui social e durante la serata, ho esposto una perplessità che mi attanagliava, all’amica che mi ha accompagnato e, mi è capitata quella cosa strana del -quando dici le cose ad alta voce cominci a pensare che siano reali- , un po’ una profezia che si autoavvera rivisitata e, tra i primi sintomi, mi è capitato di sorridere ebeticamente quando ho incrociato il tuo sguardo, di sognarti una notte e di pensarti durante il giorno, ma non prenderti male, è tutto SOTTO CONTROLLO, non ho intenzione di muovere nemmeno l’alluce del piede sinistro verso di te, troppa sbatta e di botte, in tema, ne ho prese a sufficienza, se hai voglia di fare qualcosa tu, sono disponibile. A Natale, mi hanno regalato, oltre alla tanto amata bustarella: un pigiama, una sciarpa, una chiavetta, un giubbotto, un libro, una mattonella e un abbraccio gratis. Fino a ieri non sapevo cosa fare per Capodanno e ci ho fatto una riflessione: probabilmente quando lo vorrò festeggiare e sarò felice di farlo, sarà perché avrò trovato la persona giusta. Mi piace pensarla così.

 

Credo di aver finito.

Chiedo scusa a me stessa per tutti gli eventi significativi che mi sono dimenticata, per aver scritto, quelli che ho scritto, un po’ approssimativamente e, chiedo scusa a voi per avervi ammorbato. Se siete arrivati alla fine di questo post, vi ringrazio sentitamente (ma quanto mi piacciono gli avverbi di modo?).

 Conclusioni

Mi sono allontanata tantissimo alla mia -vitadiprima-, mai l’avrei detto e non ne ho sentito la mancanza, ma ci ho pensato tutti i giorni, perché la cosa mi ha un po’ spaventata, ma mi entusiasma allo stesso tempo, con il giusto equilibrio. Mi sento maturata, quindi forse sono “alla frutta”, direbbe qualcuno, ma mettiamola in positivo per una volta e, quindi, direi di sí, sono un frutto pronto per essere colto (non so come ma mi sono venute frasi sconce in mente su api, fiori, impollinature, che poi che c’entrano con la frutta? Va beh!).
Ho fatto meno cose di quante avrei voluto farne, ho letto meno libri di quanti avrei voluto leggerne, ho visto meno film e serie tv di quanti avrei voluto vederne, speso meno soldi di quanto avrei voluto spenderne e piú di quanti ne ho guadagnati. Sì, non ho ancora trovato l’amore, anche se mi sono “presaabbene” di una copiosa quantità di uomini, senza concludere niente con nessuno, quindi sull’argomento, tutto normale, come al solito, per fortuna (sono sarcastica, ovviamente!). Non ho trovato l’-amorenelsensocomune-, ma ne ho sperimentati tanti tipi e diversi. Adesso, Cupido, non pensare che mi bastino questi per tutta la vita, insomma, damose na’ mossa, sai che io ho fatto tipo un voto (vd. qualche battuta sopra). Di emozioni ne ho provate tante, forse le ho provate tutte, non quella dell’innamoramento, ma solo quella dell’appresabbene, la maggior parte le ho provate in una sola settimana, quella della scrittura creativa e, l’isteria femminile e la voglia di uccidere qualcuno, l’ho provata solo quando ho pensato bene di andare a piedi fino a Torino. Ma ho avuto solo quello sclero, ciò significa che sono cresciuta e anche tanto, chi mi conosce da qualche tempo ne è testimone. Quindi, sono un po’ piú grande, un po’ piú vecchia, un po’ piú consapevole e un po’ più spensierata, FINALMENTE! 

P.S: Ho deciso che nominerò un po’ di persone, come quando alla fine dei programmi televisivi si ringraziano tutti:  i fonici, i cameraman, la regia, la redazione, gli autori, i makeup artist, gli stylist, etc… Alcune di quelle che nominerò non le ho nemmeno viste quest’anno e, forse, non le rivedrò mai più, ma ci sono state, alcune le ho viste solo una volta, con qualcuno il rapporto è cambiato indissolubilmente, di alcune di loro non conosco nemmeno il nome, ma solo lo sguardo e con qualcuno spero di continuare a vedermi, perché -citerreipropriotanto-.

In particolare: la mia famiglia al completo, donLuciano, donAlessio,  suor Ferny, Weiner, Paola, Simone, Vivien, Mario, Claudia, Cristian, Alberto, Manuela, Achille, Martina, Christian, Stefania, Giorgia, Allegra, Emiliano, Silvia, Luca, Maria, Marta, Davide, Alessandro, Marcello, Matteo, Irene, Chiara, Federico, Mary, Gigi, Camilla, Amos, Enrica, Attilio, Alberto, Andrea, Dalila, Sara, Loris, Roberta, Anna, Laura.

L’ordine dei nomi è del tutto casuale e sicuramente me ne sono dimenticati molti. A voi, riconoscervi forse in qualche parola di quella che ho scritto, ma che ci siate o meno qui, GRAZIE!

Vale e Sabri, non mi sono scordata di voi, siete le ultime perché forse siete le prime, forse siete state le più importanti e le più vicine, nel bene e nel male.

buon volo

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