LETTO (aka quando è l’una di notte e porca put***a)

È mezzanotte meno un quarto sei seduta al tavolo delle riunioni e hai in mente un’insegna lampeggiante a gigalettere: L E T T O. Mentre la luce dell’insegna ti offusca la vista, qualcuno continua a parlarti, ad assegnarti compiti, a chiederti pareri, ricevendo solo dei mugugni fastidiosi come risposta. 

  

Finalmente sei a casa, l’immagine del tuo letto si fa concreta, lo puoi vedere, lo puoi toccare, ti ci butti sopra con un triplo salto carpiato, trovi la forza ancora di recarti al bagno, per rinfrescarti, lavarti i denti, struccarti e metterti il pigiama… Ci metti circa un quarto d’ora per riuscire ad alzarti di nuovo dal gabinetto, prima che il tuo sedere venga marchiato a vivo del segno della tavoletta, ma non ti abbatti, con la stessa forza di volontà che ti fa andare avanti in quelle solite storie impossibili in cui incappi quotidianamente, pazienti fino a quando arriva il momento, questa volta sul serio, di infilarti sotto le coperte, non ti sembra vero e cominci a semi urlare orgasmicamente: ” Oh siii, leeehhhttoooh”, senti ogni parte del tuo corpo rilassarsi improvvisamente, la tensione accumulata sulle spalle fa un po’ piú fatica, ma cede dopo anche lei dopo qualche minuto, un ultimo check veloce ai social: una notifica su facebook, 5 like su instagram, twitter è ok, una controllatina veloca all’ultimo articolo del blog e poi… E poi ti viene in mente di scrivere un post su tutto questo e, sbam è l’una di notte e porca puttana.

  

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