Dritto, destra o sinistra? (aka la frangetta mi ha mandato in confusione)

03/05/2009 Trasmissione che tempo che fa nella foto Mike Bongiorno Photographer: Giuseppe Aresu/AGF

“ALLEGRIA! ALLEGRIA”

E’ da venerdì che voglio scrivere quest post, ce la si fa o no entro la nottata?

Venerdì è successo che mi sono tagliata i capelli e mi sono fatta la frangia che non viene mai come ho in mente, come succede sempre quando vado dal parrucchiere. Per i tre giorni successivi, la sostanza è stata che una volta l’ho messa per diritto, una volta l’ho messa verso destra e questa mattina verso sinistra e ho deciso che in base all’umore e a come andava la giornata avrei sancito ufficialmente il modo di tenerla, se dritta, a destra o sinistra.

Pioveva quando sono uscita di casa stamattina e, dato che ha piovuto anche per i 3 giorni passati, e la mia frangia è stata decisamente in uno stato più che imbarazzante, temevo che tenerla a sinistra, oggi, avrebbe finito per rappresentare la tipica “giornata storta”, visto che la riga dei miei capelli invece è sempre andata verso destra (ma forse vi sto confondendo le idee). E invece, è successo che è stata una bella giornata e questa storia delle belle giornate capita spesso ultimamente, tanto che mi sto quasi cacando addosso a usare una parola precisa per descrivere questo stato d’animo, ma magari alla fine del post ce la metto…

  • “Venere, Mercurio e Marte vi danno tre segnali di attenzione. Primo: non inseguite proprio in questa settimana quella fissazione clamorosa che non riuscite a farvi uscire dalla testa. Seconda: non abbandonate del tutto quella fissazione clamorosa che non riuscite a farvi uscire dalla testa, perché non è una settimana a farla svanire, a farla diventare fumo. Terzo: non fatevi imprigionare e ingannare da quella fissazione clamorosa, che sta facendo di tutto per distrarvi. Perché siete sempre voi a dover condurre il gioco”  
  • “Prima di tutto non dovete stancarvi troppo, né fisicamente né mentalmente. E poi, tenete a freno la lingua, a bada l’impulsività e chiusi nel cuore certi sentimenti che ora non è il momento di esprimere”

…o forse no.

E’ disorientante essere donna, è bastato leggere l’oroscopo su D che la fissazione è tornata prepotente, facendomi calare in uno stato di angoscia nel giro di un’ora dall’inizio di questo post.

Sabato ti ho pensato, stavo raccontando di me, di te… “di tutto ciò che di mortale c’è” (ma vabbè) e ho pensato a quella volta in cui Federica mi disse, guardandomi dritta negli occhi: “Gaia, ma se vi piacete, perché no?”, ma io non sono una da colpi di testa e non ero rimasta e non sono più tornata, e la distanza è diventata tantissima, ma il tuo “ti sposerei” mi è tornato in mente e sai, io, il tuo modo di guardarmi non me lo scorderò mai.

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Come siamo passati alla fase malinconica tutta d’un botto non l’ho capito, ma adesso ristabilisco una pseudo vena ironica. E la parola “pseudo” virgolettata in questi giorni mi piace proprio, mi sembra relativizzi tutto a qualcosa che potrebbe essere così, ma anche no.

“Passetto, passetto” e questa è un’altra citazione del solito vecchio amico che credo abbia letto o legga il blog, visto che l’altro giorno mi ha mandato una bella frecciatina, ma se stai leggendo questo post, non so se comprendi l’importanza che ancora ti attribuisco. Devo riuscire a incanalare tutte le cose che mi vengono in mente in una sola direzione, perché non se vi siete resi conto che ho iniziato almeno 4 discorsi contemporaneamente, infatti, quando qualcuno mi chiede: “Ma di cosa parla il tuo blog?” risponderei: “Eh… Lo sapessi te lo spiegherei molto volentieri! Parla di me…” (quindi non parla di niente o solo di cazzate) e comincerei a riflettere sul fatto che parlare di se stessi e di quello che passa nella propria testa è altamente pericoloso, lo sputtunamento è dietro quell’angolo, lì, a sinistra… Ah no, l’hai già oltrepassato!

Sarà il 29 febbraio ancora per 24 minuti, quindi ho appena deciso che dovrò per forza pubblicare questo post, anche perché ho scritto 651 parole, mica le volgiamo buttare alla pioggia anche se sono inutili?

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Ho le farfalle nello stomaco sì, sì, sì… Diciamo che è una sensazione abbastanza perenne, perché il mio plesso solare è completamente a puttane, dalla nascita credo… E io sono sempre innamorata, perché si è sempre innamorati nella vita: di qualcosa, di qualcuno, di un pensiero, di un’idea, di un progetto, di un obiettivo, di un paio di scarpe o di una borsa, di un ombretto o di un rossetto, di un libro, di una canzone, di un posto… e di tutto questo insieme e della vita…

E c’è questa canzone, in questo periodo che rappresenta bene quella parola che dicevo all’inizio, quella che ho paura di dire, e questo pezzo che sto per cantare, perché mentre lo scrivo, lo canto anche e qualche lacrima di gioia mi acceca per un attimo, dice:

“Poi mi chiedi come mai,

il tuo nome non voglio pronunciare mai,

certo che mi piace, lo sai…

ma come può un nome solo contenerti mai… 

Ora so cos’è l’amore, cercherò di dirtelo ma…

Non è colpa mia se non riesco a dire niente,

anche il silenzio con te è musica,

ho già visto molte cose,

alcune delle quali chissà,

le avrò solo guardate e mai vissute veramente,

con te sarà la prima volta…” 

 

e la parola non la metterò, la tengo nel cuore.

“I carry your heart, I carry it in my heart”

(E. E. Cummings)

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