(Non)sense (aka “Le incomprensioni sono così strane”)

Diciamo che nel post-laurea avevo pensato a tutto un altro tipo di articolo sul blog, ma poi succedono cose, tipo che il mix alcool e stanchezza non è un buon mix, e ti viene improvvisamente in mente che forse ti stai perdendo anche se pensavi di aver appena preso la strada giusta. Dannata paura, lo so bene che a parlare sono gli strascichi di qualcosa che si è indissolubilmente dissolto (e sbaglio o ho usato la stessa parola?)

“Probabilmente non sei più chi sei stata ed è giusto così sia”, inizia così una poesia di Montale, ed è bello che il (non)caso ti metta di fronte una risposta che stavi cercando, perché quando la stanchezza ti assale, ti assalgono anche i pensieri ed è come se il cervello ad una certa dicesse “Anche meno… Perché dopo tutto questo entusiasmo è ora di pisciare più corto e tirare un po’ la corda”, giusto perché avevi osato fino al punto di usare la parola felicità quando qualcuno ti chiedeva come stavi. La follia per il tuo inconscio, in pratica!

“Non è quello che sembra” questa frase arriva da un cartone animato, ma io le ho sempre dato un certo grado di rilevanza nella mia vita, forse perché mi è capitato spesso di incappare in situazioni o persone che poi non erano quello che sembravano e ho il terrore di finire ad essere io stessa quella che non sembro (e questa è tesa!).

“Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”, dice Calvino e io ho una predilezione particolare per lui e penso che chi non ce l’ha, ha un problema più grosso di me.

Tolkien pensava o, almeno, Wu Ming 4 pensava che Tolkien pensasse: “Amava le parole, ma in un modo privato e peculiare. Erano arcani, enigmi da risolvere, contenevano storie, abbracciavano secoli e continenti. Ogni parola ne suggeriva altre, forse mai pronunciate, ma del tutto plausibili, ancora più dense di significati e di rimandi, quindi più vere” e questo post si è appena trasformato in un post con citazioni che posso capire solo io che so quello che sento e senza senso, cosa che capita spesso, perché ho interpellato 2 amiche sulle pippe mentali che mi assalgono questa sera e ho capito che un senso a questi problemi non è possibile darlo, che oggi è stata una giornata intensa e che adesso ho voglia di andare a dormire e non so se domani sorriderò o ci sarà bisogno di un altro sorriso disegnato su un foglio di carta, ma magari mi sono appena concessa la possibilità di mostrare anche l’altra parte di me, è forse è una delle prime volte (ma questo non è vero) che sfrutto il blog, che evidentemente è la forma di espressione che al momento mi riesce meglio, insieme al canto (ma lasciamo delle riserve su entrambi), per spiegare qualcosa che è così difficile dire a voce alta, guardandosi negli occhi.

 

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