Caro Jude (aka Tua Lucy)

Avevo un amico… Ho usato l’imperfetto perché adesso non ce l’ho più, ma ci penso spesso, perché eravamo tanto amici, ma sono successe delle cose, perché succedono sempre delle cose e credo che la nostra amicizia sia finita per quello, non che ce lo siamo spiegati ufficialmente.

Questo modo in cui le cose finiscono e basta mi ha sempre disturbato parecchio. Uno vorrebbe sempre avere la possibilità di spiegarsi, di dire che non avrebbe voluto che andasse così, che non ha capito il motivo per il quale ad un certo punto ci si è arrabbiati l’uno con l’altro, che se pensa che io sia arrabbiata con lui dirgli che non è così, che se lui è arrabbiato con me, vorrei spiegargli che nonostante l’affetto, l’istinto di sopravvivenza ha preso il sopravvento e ho dovuto salvarmi perché stavo rischiando di rimanere soffocata in una battaglia che non era la mia. All’inizio, pensi che ci sia solo bisogno di un po’ di tempo per sbollire i nervosismi e per riuscire a ragionare lucidamente, e arriverà certamente l’occasione per poter ripristinare il rapporto, ma il tempo passa decisamente troppo in fretta e il corso degli eventi ti fa girare la testa velocissimo e già  un anno e mezzo è passato, e ti sei dimenticata l’ultima volta che vi siete visti, l’ultimo messaggio a cui ti ha risposto e che cosa è successo veramente, o meglio, lo sai bene cosa è successo ma, alla fine, non hai capito il motivo per il quale invece di affrontare insieme la cosa, avete deciso di uscirne da soli, mettendo in gioco corpo, anima, cuore e anche un po’ di sangue.

Ho sempre pensato che le risposte arrivino prima o poi, e anche se una situazione non ci sembra limpida nell’immediato, arriva il momento in cui tutto diventa improvvisamente chiaro, magari anche dopo anni, ma adesso penso che se non senti la necessità di chiarire la situazione subito, perché dovresti sentirla dopo anni, quando la vita è andata avanti in un modo o nell’altro?

Beh allora, forse leggerai questo post e questo blog, come altre persone che pensavo non lo avrebbero letto mai… E allora, come capita di solito, ne approfitto per lanciarti dei messaggi subliminali, che subliminali non sono poi tanto.

“Caro Jude,

mi manchi, ti penso spesso, ma sono brava a reprimere le emozioni, ho chiesto tante volte di te a chi poteva dirmi qualcosa, ti ho mandato gli auguri l’anno scorso per dirti che non mi sono dimenticata di te e spero tu non lo abbia fatto con me, che fa tanto male pensarti, che avrei voluto tu ci fossi alla mia laurea, che ti seguo sui social, perché adesso è l’unico modo che ho per sapere qualcosa di te, che mi ricordo del patto che avevamo fatto ma forse tu no e che spero tu riesca a realizzare il tuo sogno. La “nostra” canzone è ancora attaccata all’armadio in cucina, ma in quel posto ci vado poco anche io ormai e vorrei dirtelo… Chissà se suoni ancora la chitarra e adesso mi è venuto in mente che nel mio post sui chitarristi mi sono dimenticata di te ma non so perché. E ti dedico una canzone qui sotto, avrei potuto sceglierne una dei Beatles, ma mi sembra di tornare indietro ed è evidente che indietro non si può tornare.  A proposito, sai… Le cose sono cambiate, ma non così tanto, ti ricordi di cosa parlavamo sempre? Io sono sempre nella stessa situazione, spero che la tua si sia evoluta… Mi dispiace di essere sparita, perché so che fatica fai a lasciarti andare.

Ma sappi che ci sei.

Tua Lucy.”

Hope when you take that jump          

You don’t feel the fall

Hope when the water rises      

You built a wall     

Hope when the crowd screams      

They’re screaming your name     

Hope if everybody runs       

You choose to stay        

Hope that you fall in love

And it hurts so bad            

The only way you can know      

You gave it all you had                

And I hope that you don’t suffer

But take the pain                       

Hope when the moment comes,      

You’ll say

I did it all  

I owned every second that this world could give.               

I saw so many places, the things that I did     

Yeah with every broken bone 

I swear I lived.      

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