“The Best of me” (aka the worst of Nicholas Sparks)

Dai, vi dico la verità. Ho visto un ulteriore film di Nicholas Sparks solo perché sapevo che mi sarebbe venuto da scriverne una bella invettiva sopra, tirando fuori la mitica acidità latente, ormai sottaciuta da un periodo davvero positivo.

Avevo già scritto qualcosa su Nicholas Sparks che, sicuramente, era sulla stessa scia di quello che scriverò qui, perché provo una sorta di odio e amore nei suoi confronti, quindi, sapendo bene che l’odio e l’amore non sono che due facce della stessa medaglia, la cosa mi dà ancora più fastidio, perché è come dire che alla fine mi piace, e probabilmente sì, visto che comunque, prima o poi, i film tratti dai suoi libri li guardo di sicuro; che poi non posso neanche prendermela troppo con Nicholas Sparks, e invece sì, perché alla fine la storia la scrive lui.

Questa è la recensione di “Best of me – Il meglio di me” (contiene spoiler).

Sono un po’ ammalata, ho gli occhi lucidi e ogni volta che starnutisco mi provoco del dolore lancinante alla gola e, se non ho un fazzoletto nei paraggi, rischio di imbrattare capelli, coperte, ecc. di  sostanza mucosa (e non proseguo). Sappiamo bene che per la teoria della recidività, se stai male, vuoi stare ancora più male, e per questo, ho ben deciso di guardare il suddetto film, non so, volevo che il mio naso colasse di più e volevo che i miei occhi continuassero a lacrimare prepotentemente.

Il film inizia già con del surreale, James Marsden, Dawson, (il protagonista “vecchio”) è “vittima” di un’esplosione e viene scaraventato in acqua, restandoci per 4 ore, senza riportare lesioni di alcun tipo e va beh, continua poi, con una serie di flashback, che ricordavano tanto Le Pagine della Nostra Vita (giustamente), dove arriva la versione giovane di Dawson, Luke Bracey (decisamente meglio in versione bionda e con barba) e quindi, diventa la storia di lui, super figo, incapace con le ragazze, che viene notato dalla bellissima Amanda che, ovviamente, si innamora di lui e nessuno capisce perché (della serie: “ho prenotato una visita collettiva dall’oculista per tutte le protagoniste donne del film”), perché lui ha avuto un’infanzia difficile con padre violento, è un ragazzaccio e scappa di casa e si intrufola nel garage di uno che poi diventa come un padre per lui e lui come un figlio. Amanda, invece, ha una famiglia super ricca e tanti progetti, tipo fare legge all’università (il desiderio medio di ogni americana media) e fare tanta beneficenza e salvare tanti bambini, e il suo papà cerca di comprare Dawson con tanti soldi per tenerlo lontano da sua figlia, ma lui dice che niente equivale all’amore che ha per lei e si baciano e fanno l’amore per la prima volta… e poi succedono delle brutte cose, perché dopo tutto il film in cui il papà di lui non l’avevano più fatto vedere, lui torna prepotente a riprendersi suo figlio e picchia a sangue il nuovo “papà” di lui e poi Dawson si arrabbia e va con l’amico che doveva sposarsi e aveva la ragazza incinta a uccidere suo padre, ma non ce la fa perché è un buono, ma un colpo di fucile esce lo stesso e becca l’amico proprio in fronte e lui va in prigione e non vuole più vedere Amanda per salvarla, che invece va ogni giorno per un mese e ogni settimana per un anno a trovarlo. E poi non si vedono più per venti anni e lei si sposa e ha due figli, ma uno muore di leucemia, e lui non smette mai di amare lei e quando si rivedono scoprono che si amano tantissimo e si baciano e fanno l’amore dove l’avevano fatto l’ultima volta (che però era anche la prima), ma lei deve tornare dalla sua famiglia e da suo marito alcolizzato e tutti piangono e io piango e maledico Nicholas, e poi contemporaneamente succedono due cose:

  1. Dawson salva il figlio del suo amico defunto tanti anni prima che era diventato lo scagnozzo di suo padre brutto e cattivo che allora lo insegue insieme ai suoi fratelli perché lo vuole uccidere;
  2.  il figlio di Amanda ha un incidente stradale e deve subire un trapianto di cuore il più presto possibile.

Ditemi che, senza bisogno di spiegarvela, siete arrivati alla conclusione del film… E poi uno non si deve incazzare. Certo che si piange per forza, quando la gente muore si piange, quando rivedi il ragazzo che ti piace tanto e ti rendi conto che la cotta epocale che avevi per lui non ti è mai passata e, invece, lui non ti si è mai filato di pezza si piange (ah no, questa era un’altra storia). E poi dai, non credete sia poco credibile mettere Luke Bracey che è alto 1.83 a fare le versione giovane di Dawson e James Marsden che è alto 1.78 a fare la versione vecchia? Troppi pochi anni di differenza, troppo diversi fisicamente. E non so più cosa dire perché l’ho smenata per più di 823 parole, ma mi sento di dire che l’unica cosa buona e giusta di questo film fossero gli addominali di Luke Bracey e Amen!

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