Disagio (aka l’importante è esserne consapevoli)

Mi chiedo tutto ciò da dove abbia origine. Tutto questo disagio. Quanto c’entra con la produzione di estrogeni e progesteroni e il brutale sfaldamento dell’endometrio (non spaventatevi) che mensilmente turba l’equilibrio psico-fisico della categoria donna? Nel più probabile dei casi la risposta di un maschio medio sarebbe un “SÌ” prepotente e altezzoso seguito da una ripetizione del “SÌ”, questa volta in tono esasperato (seguendo la logica dello sfinimento). Negli ultimi due giorni sono passata dalla fase “ebete”, cioè la fase dei sorrisini del cazzo sulla faccia, alla fase “scazzo-come-se-non-ci-fosse-un-domani” e adesso sto ascoltando la playlist degli 883 su youtube nell’ufficio parrocchiale e sta passando “La regola dell’amico”, sancendo la fase “depressiva” del tardo pomeriggio. La odio proprio questa canzone, perché nella fase adolescenziale me l’hanno cantata per friendzonarmi e io avrei voluto tanto dire che, nel testo, era la donna a friendzonare l’uomo e non viceversa, ma invece quella traumatizzata alla fine ero sempre e solo io, ma che palle! Potremmo parlare della friendzone, ma forse risulterei noiosa e un po’ ripetitiva. Non so bene neanche cosa voglio scrivere attualmente, quindi credo che seguirò il flusso di coscienza, come se non succedesse mai tra l’altro. Volevo parlare di resistenza, ma non la R-esistenza, quella interessante; volevo parlare della resistenza in fisica e di quella del mio cervello. Ho un grado di resistenza molto alto. In fisica, la resistenza elettrica è la grandezza che misura la capacità di un corpo di opporsi al passaggio di una corrente elettrica, e mi sembra proprio adatta per descrivere la resistenza che intendo io. Mi piace pensare che la corrente elettrica sia un po’ come l’istinto, tipo quella scossa  di emozione che ti scompiglia i capelli e lo stomaco, mentre la resistenza è l’opposizione, quindi la capacità di non farsi prendere dall’emozione, anzi no, perché non farsi prendere dall’emozione sarebbe una bella cosa, invece la resistenza è l’omino dentro il tuo stomaco che sta gridando e tu che lo soffochi con un cuscino. Sarò breve, perché è tardi e ho voglia di andare dritto al punto. Chi ha la mia stessa capacità di resistenza mi fa proprio incazzare, perché non si dovrebbe resistere, non si dovrebbe avere sempre la situazione sotto controllo, bisognerebbe vivere le cose come vengono e basta e se si ha voglia di fare qualcosa si dovrebbe fare, senza pensarci troppo. Oggi la mia capacità di resistenza si è fatta sentire tanto, avrei voluto fare delle cose, ma ho resistito e se qualcuno mi chiedesse perché, non avrei nemmeno una motivazione valida per convincere me stessa. Resistere ti fa proprio rosicare di brutto; sei tu, insieme a te stessa che resistete e nessuno lo sa, quindi non sortite neanche l’effetto che desiderereste, e la cosa non porta niente a nessuno, ma toglie solo il fiato e l’attenzione sul resto. E’ contraddittorio, ma stasera va così…L’importante è almeno essere consapevoli di essere un’idiota completa, ma sopratutto di aver scritto un post di merda di più.

 

3 pensieri su “Disagio (aka l’importante è esserne consapevoli)

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