New Thing, Wu Ming 1

Noi eravamo la “nuova cosa”, tuttavia non eravamo il futuro ma la volontà di non perdere il presente. In quel tempo presente proseguito a oltranza, notte dietro notte per una manciata d’anni, c’era quel vuoto in cui consisteva la nostra avanguardia. Nel corto raggio di ogni nostra azione c’era la comunità, non l’anticipo di essa, non la promessa di una comunità, bensì la comunità piena, l’intera applicazione del termine. Noi siamo stati la comunità, non litigiosa ma divergente, contagiosa e militante, concentrata eppure sparsa. Non l’abbiamo mancata, la comunità. L’abbiamo vissuta e bruciata, ora la cenere è fredda, di noi non resta che la caricatura, l’immagine del partito del rumore. Noi abbiamo trascinato la storia come Orfeo fece con Euridice, sua sposa prigioniera della morte, precedendola verso l’uscita dagli inferi. Perché Euridice è il nome di chi cerca e trova dike, la giustizia. La giustizia non va seguita, va preceduta. E’ l’unico modo per uscire con essa dall’inferno.

Wu Ming 1, New Thing

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